Ci vuole pazienza e pure tanta per essere tifosi ferarristi. Imola ne è stato solo l’ultimo esempio con le qualifiche più disastrose di sempre sulla pista dedicata al fondatore e una gara in risalita per salvare la faccia. Almeno quella perchè la classifica dopo 7 gare è inguardabile: la Scuderia ha già accumulato 165 punti di distacco dalla McLaren ed è al quarto posto. Una anno fa dopo Imola era seconda a 56 punti dalla Red Bull che poi perse il titolo Costruttori (la McLaren era terza a 114 lunghezze).
Ecco grazie a www.loslalom.it una piccola rassegna stampa (il gran premio di Imola quasi scomparso dalle prime pagine dei quotidiani sportivi la dice lunga):
SPEGNI E RIACCENDI Fulvio Solms, Corriere dello sport-stadio: “Irresistibile ieri è stato Max, con una Red Bull che ha funzionato pure lei con l’interruttore nuovamente in posizione di accensione, come la Ferrari. Esattamente il contrario – accendi/spegni – di quanto è successo alla Mercedes e all’Aston Martin. È uno strano Mondiale”.
QUEI BRAVI RAGAZZI Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “È lui, alla faccia dei guai Red Bull, il candidato più credibile per la conquista del Mondiale. Verstappen, ma sì, uno che ha tre o quattro colpi da kappaò in repertorio, mentre sia Lando, sia Oscar sembrano un po’ in affanno quando si tratta di chiudere il match. Bravi, circondati da luoghi comuni triti e ritriti — Norris incerto, emotivo, veloce; Piastri glaciale, cinico, implacabile — molto perbene, presi in trappola da un equilibrio sul quale Max soffia e specula; aggredisce e arraffa. Urge togliere di mezzo una perfetta educazione che pure fa parte dell’intero team. E forse, Andrea Stella, dovrà scegliere controvoglia ma quanto prima chi dei due dovrà fare il capogita e chi il portatore di viveri”.
L’UOMO CHE BATTE LA MACCHINA Umberto Zapelloni, Il Giornale: “Max è stato bravo e fortunato. Bravo, anzi fenomenale al via quando ha sorpreso Piastri con una staccata pazzesca alla chicane. Una manovra che da sola vale il prezzo del biglietto come si diceva quando Ronaldo, quello vero, ieri ai box Ferrari, faceva uno dei suoi numeri. Poi però è stato baciato anche dalla fortuna quando la Virtual Safety car gli ha permesso di cambiare gomme perdendo una decina di secondi in meno di Norris che si era fermato un giro prima. L’uomo Max ha ancora una volta battuto la macchina”.
IL MAL DI QUALIFICA DELLA FERRARI Daniele Sparisci, Corriere della sera: “Orgoglio e reazione, era il minimo sindacale. Ma i problemi della Ferrari restano, tanti e misteriosi. Il più evidente, e urgente, è il ritardo in qualifica. La SF-25 era stata progettata per superare il limite della precedente monoposto (più efficace in gara): non solo ha ereditato la carenza, ma l’ha persino amplificata”
LA ROSSA E LE GOMME Stefano Mancini, La Stampa: “La Ferrari deve concentrarsi su un problema inspiegabile: le gomme morbide nuove funzionano peggio rispetto a quelle vecchie. È successo a Miami e a Gedda. In qualifica, dove conta la prestazione sul giro singolo, il problema si nota e può portare a risultati più o meno disastrosi, vedi il sabato di Imola. In gara l’effetto sfuma e penalizza di meno la prestazione”.
UNA MACCHINA BIZZOSA E MISTERIOSA Alessandra Retico, Repubblica: “Domenica quasi poetica quella della Ferrari a Imola dopo un sabato di fantasmi e crudeltà. Dopo una qualifica che ha messo a nudo, ancora una volta, i limiti di una macchina bizzosa e misteriosa, assai voltafaccia, la reazione d’orgoglio della squadra. Funziona (quasi) tutto e anche la rossa pallida nel giro secco si rianima nel ritmo in una gara dalle strategie ben studiate ma anche flessibili, ricca di sorpassi, combattuta dai piloti come fosse l’ultima”
COME I GOVERNI Arianna Ravelli, La Gazzetta dello sport: “In Ferrari il calcolo dei dadi più non torna per dirla con il poeta, i problemi restano, eccome, e appellarsi al cuore visto a Imola potrebbe contribuire a nasconderli. Sono stati fatti errori gravi e fornire spiegazioni raffazzonate, dando la colpa a chi c’era prima come si fa con i governi precedenti (Vasseur giovedì ha detto che questa macchina al 90% era stata già fatta a luglio come a deviare le responsabilità sull’ex dt Cardile, ma la macchina del 2024 che è arrivata a lottare per il titolo costruttori all’ultima gara era di paternità di Cardile molto più di questa) aiuta poco. Ci sarà il coraggio di spostare le energie e gli investimenti sul 2026 o ci si incaponirà nella ricerca di soluzioni magari efficaci – si parla di una nuova sospensione posteriore – ma che rischiano di essere palliative in termini di classifica?”
L’ABBONAMENTO ALLA PAZIENZA Leo Turrini, Il Resto del Carlino: “Con garbo, farò notare che i ferraristi alla pazienza ci sono abituati: chiaro che se a febbraio si promettono mari e monti e a maggio i sogni già sono tornati nel cassetto la perplessità dilaga. E se in Scuderia servono competenze aggiuntive per tornare a vincere, le si vada a prendere. Grazie”.


